Progetto Casa

descrizione del progetto

Progetto casa: percorso di abitabilità ‘durante noi’ per giovani adulti (inseriti nel mondo del lavoro) con Svantaggio Intellettivo (SI) -sindrome di Down-.
Finalità: sperimentazione delle attività di vita quotidiana, vero e proprio Tirocinio Didattico della costruzione delle autonomie possibili.

E’ indispensabile una casa in cui i giovani utenti, in piccoli gruppi di 3-4 unità, sperimentino le azioni ricorrenti della quotidianità.
Il progetto prevede forme di permanenza nell’abitazione secondo cicli alternati e ripetuti con continuità, di durata sempre maggiore, condotti da educatori.
Il progetto, durata 2 anni, prevede di creare condizioni tali che ogni utente possa esprimere una preferenza, tra le soluzioni di autonomia possibile, per quella che più sente come utile, sicura, vantaggiosa per sé. Si risolverà nella sua ultima fase con ipotesi di percorsi operativi di soluzioni abitative permanenti.
Avere persone adulte semplici, ma abili di gestire parti significative delle incombenze della quotidianità con la formazione di competenze (piano cognitivo-funzionale) e sicurezze (piano affettivo) raggiungibili con scopi che accompagnano tutte le fasi operative del progetto:

  • organizzazione spazi
  • uso servizi
  • approvvigionamenti
  • gestione emergenze*
  • cura propria persona
  • cura relazioni personali
  • cura tempo libero

*sicurezza: la casa sarà dotata di sistemi che limitino l’insorgenza di emergenze.

Ulteriori obiettivi come effetti-ricaduta sulla collettività sono:

vantaggio economico, poiché l’acquisizione di autonomie abitative libera personale di assistenza da quelle situazioni in cui l’assistenza non è né necessaria, né indispensabile, né richiesta;
esportabilità, poiché lo studio del progetto in corso permetterà una migliore applicazione e correzione dei programmi, così da renderlo accessibile ad altri utenti con ‘svantaggio intellettivo’ e alle loro associazioni.

Strategie
Il metodo è la ‘sperimentazione sul campo’, per tale motivo è stato definito TD.
Si svolgerà in una casa, in Milano in una zona con caratteristiche di quartiere, per 2 anni divisi in cicli di permanenza (da 36 ore iniziali si dilatano a una settimana completa).
Gli utenti, due gruppi (1 maschile, 1 femminile, 3/4 unità ognuno) seguono piani personalizzati favorevoli al raggiungimento degli scopi. Le famiglie sono soggetti coinvolti attraverso incontri finalizzati a riflettere sui contenuti del progetto e sull’esperienza di ‘separazione’ conseguente.
I professionisti sono educatori-mediatori, sensibili all’ascolto, sensibili alla programmazione di azioni proficue per l’adattamento alla realtà.
L’operazione mediatrice risulta efficace quando è supportata dall’invenzione di strumenti pratici che liberano la persona con SI dalla necessità di riferirsi all’altro.
L’equipe educativa si completa con il responsabile del progetto.
E’ prevista una figura di sostegno alla genitorialità.
Risultati attesi
Si ritiene che per ogni giovane coinvolto saranno maturate autonomie funzionali utili per una gestione della quotidianità più sincrona con l’età anagrafica e consapevolezze ed esigenze, probabilmente diverse, sul proprio presente e futuro.
Il futuro abitativo emergerà solo con una maggiore responsabilità dei beneficiari dell’esperienza. Si prevedono formule diverse: individuali, di coppia, in piccoli gruppi, in situazioni di maggiore o minore autonomia, comunque con un esercizio delle autonomie possibili.
In parallelo anche la gestione della genitorialità si sarà modificata.
Si prevede la creazione di una rete di sostegno che curi le diverse forme di abitabilità scaturite dalle esperienze così da costituire un modello culturale per istituzioni, comunità scientifica, società e una valida base per uno studio sulle variazioni adattive di persone con SI, in particolare persone con sindrome di Down a confronto con un ambiente attivatore di autonomie.

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